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	<title>Imparare Linux a scuola in Italia</title>
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	<description>Imparare Linux nelle Scuole Superiori</description>
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		<title>22 ottobre 2011: Linux Day!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno in più di 100 città in tutt&#8217;Italia si svolgerà in contemporanea il Linux Day, un evento promosso da ILS &#8211; Italian Linux Society e organizzato dai vari LUG &#8211; Linux User Group locali. LPI Italia conferma il suo supporto ad ILS per questa manifestazione volta alla promozione in tutt&#8217;Italia di GNU/Linux e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno in più di 100 città in tutt&#8217;Italia si svolgerà in contemporanea il <a title="Linux Day" href="http://www.linuxday.it/" target="_blank">Linux Day</a>, un evento promosso da <a title="Italian Linux Society" href="http://www.linux.it/" target="_blank">ILS &#8211; Italian Linux Society</a> e organizzato dai vari LUG &#8211; Linux User Group locali.</p>
<p>LPI Italia conferma il suo supporto ad ILS per questa manifestazione volta alla promozione in tutt&#8217;Italia di GNU/Linux e del Software  Libero.</p>
<div>
<a href="http://www.linuxday.it"><br />
<img src="http://www.linuxday.it/sites/default/files/banner.png" alt="Linux Day" /></a>
</div>
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		<title>ITIS &#8220;C. Zuccante&#8221; di Mestre</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 17:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿“Bisogna trovare il modo per rendere interessante quello che si insegna” , Andrea De Rossi, tecnico informatico “Bisogna tendere a fare programmi facili da usare e sistemi che riconoscano l&#8217;hardware automaticamente, per avere una considerevole diffusione del Software Libero”, Carmelo Barchitta, docente di Informatica “Tutti i miei studenti da 10 anni a questa parte sanno usare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>﻿“Bisogna trovare il modo per rendere interessante quello che si insegna” , Andrea De Rossi, tecnico informatico</p>
<p>“Bisogna tendere a fare programmi facili da usare e sistemi che riconoscano l&#8217;hardware automaticamente, per avere una considerevole diffusione del Software Libero”, Carmelo Barchitta, docente di Informatica</p>
<p>“Tutti i miei studenti da 10 anni a questa parte sanno usare almeno Open Office”, Carmelo Barchitta, docente di Informatica</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } -->Il primo server RedHat Linux arriva allo <a href="http://www.zuccante.it/" target="_blank">Zuccante</a> più di 10 anni fa: nel 2000 questa macchina viene installata per ospitare un server web al fine di condurre corsi di sviluppo di siti internet orientati al Commercio Elettronico. Oggi la struttura informatica dell&#8217;istituto è basata su server ridondati e si sta muovendo il complesso verso sistemi virtualizzati. Il tutto utilizzando Software Libero.</p>
<h2>Sandro Doro, Carmelo Barchitta e Andrea De Rossi</h2>
<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } -->Nel 2002 Sandro Doro inizia ad occuparsi dell&#8217;insegnamento dei corsi TIC (Tecnologie di Informazione e di Comunicazione) per conto del Ministero dell&#8217;Istruzione. Questi corsi, strutturati nei due percorsi &#8220;C1&#8243; e &#8220;C2&#8243;, rientravano nel piano di formazione di competenze informatiche e tecnologiche per il personale delle scuole superiori italiane. Il progetto si proponeva di raggiungere circa circa 160 mila insegnanti in tutta Italia.</p>
<p>È proprio nel 2003 durante uno di questi corsi che Doro conosce Andrea De Rossi,  tecnico ATA presso l&#8217;ITIS “C. Zuccante” di Mestre; nel corso dello stesso anno Doro si trasferisce a Mestre e inizia il suo lavoro allo Zuccante non solo come docente dell&#8217;istituto ma anche come responsabile della rete.</p>
<div id="attachment_82" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-82  " title="il trio" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2011/03/il-trio-300x218.png" alt="" width="300" height="218" /><p class="wp-caption-text">da sinistra: Sandro Doro, Carmelo Barchitta e Andrea De Rossi</p></div>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<h2>Tecnologia e Informatica allo Zuccante</h2>
<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } -->Il 2004 allo Zuccante è l&#8217;anno in cui iniziano i grandi cambiamenti: si installa il primo fileserver Samba collegato a un server LDAP per la gestione centralizzata degli accessi sui computer della scuola. L&#8217;utilizzo di queste tecnologie fornisce inoltre la disponibilità ad ogni utente – docenti, studenti e personale amministrativo – di possedere un proprio spazio dati archiviato sui server scolastici. Questo spazio rimane accessibile da ogni postazione collegata in rete, qualsiasi sia il Sistema Operativo installato su di essa. Successivamente si passa a configurare il nuovo sistema di firewall basato su Linux. Un anno dopo, si procede con l&#8217;acquisto di nuove macchine per sostituire quelle presenti e la struttura viene rinnovata aggiungendo un servizio di posta elettronica della scuola, integrato con i sistemi liberi di autenticazione già in uso.</p>
<p>Tra il 2003 e il 2010 inoltre:</p>
<ul>
<li>vengono migrati alcuni server della 	scuola sul sistema di virtualizzazione xen;</li>
<li>viene aiutata una scuola di Mirano a strutturare i propri 	sistemi informatici;</li>
<li>lo Zuccante partecipa al progetto del Comune per il 	collegamento in fibra ottica di tutte le scuole e gli uffici 	pubblici diventando nel 2010 la “Scuola Polo” di riferimento, 	dove avvengono riunioni organizzative e si effettuano i principali 	test tecnici;</li>
<li>vengono svolti per due anni consecutivi (2007 e 2008) i corsi 	estivi di informatica e telecomunicazioni per i ragazzi, utilizzando 	così la struttura scolastica anche nel periodo di chiusura.</li>
</ul>
<div id="attachment_83" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-83 " title="univac" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2011/03/univac-300x223.png" alt="" width="300" height="223" /><p class="wp-caption-text">Alcuni vecchi computer che venivano usati allo Zuccante; tra questi anche un calcolatore UNIVAC (il primo a sinistra)</p></div>
<h2>Lo Zuccante e i suoi studenti</h2>
<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } -->Gli insegnanti dello Zuccante hanno sempre avuto un occhio di riguardo per <strong>far partecipare i ragazzi attivamente in progetti reali che potessero avvicinarli al loro futuro lavorativo</strong> e a sponsorizzare le loro personali iniziative.</p>
<p>Ecco che nel 2002 i docenti incoraggiano il formarsi di un LUG (Linux User Group) formato degli studenti all&#8217;interno dell&#8217;istituto (il GULZ – Gruppo Utenti Linux Zuccante). Nel frattempo parte un progetto con un gruppo di ragazzi per lo sviluppo e l&#8217;installazione in tutta la sede principale dello Zuccante di un sistema di rete wireless con autenticazione RADIUS.</p>
<p>Nel 2008 è ancora il GULZ che stende circa 3 km di cavi e installa un sistema terminal-server per gestire i computer presenti nelle due biblioteche dell&#8217;istituto (una nella sede e una nella succursale) in modo da riutilizzare vecchi computer per creare dei veri e propri Internet Point scolastici.</p>
<p>Nel 2010 è partito un secondo progetto, sempre con il coinvolgimento dei ragazzi, per lo sviluppo di un sistema di telefonia VOIP (Voice Over IP) che colleghi la sede principale dell&#8217;istituto con la succursale.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } 		H2 { margin-bottom: 0.08in } 		H2.western { font-family: "Arial", sans-serif; font-size: 14pt; font-style: italic } 		H2.cjk { font-size: 14pt; font-style: italic } 		H2.ctl { font-size: 14pt; font-style: italic } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<h2>La situazione oggi allo Zuccante: Software Libero, infrastrutture e didattica</h2>
<p>Le <strong>infrastrutture informatiche</strong> della rete didattica oggi presenti allo Zuccante:</p>
<ul>
<li>l&#8217;utilizzo esclusivo di tecnologie libere lato server (Samba, 	LDAP, Firewall, ecc)</li>
<li>due Internet Point nelle biblioteche scolastiche, basati sul 	sistema LTSP (Linux Terminal Server Project) con il riutilizzo di 	vecchio hardware;</li>
<li>in corso: un sistema voip, basato su Software Libero, per il 	collegamento telefonico della sede dell&#8217;istituto con la succursale;</li>
<li>tre 	laboratori misti in cui è installato sia Linux che Windows, per 	permettere a quegli insegnanti, ancora vincolati al sistema di 	Microsoft, di poter proseguire con la didattica secondo le loro 	abitudini.</li>
</ul>
<p>A livello di <strong>didattica</strong>:</p>
<ul>
<li>l&#8217;utilizzo di una piattaforma <a href="http://moodle.org/" target="_blank">Moodle</a> per la didattica online;</li>
<li>l&#8217;insegnamento della programmazione con <a href="http://www.freepascal.org/" target="_blank">Free Pascal</a> e 	l&#8217;utilizzo dell&#8217;ambiente di sviluppo <a href="http://www.lazarus.freepascal.org/" target="_blank">Lazarus</a>;</li>
<li>l&#8217;utilizzo del compilatore <a href="http://www.nasm.us/" target="_blank">Assembler NASM</a>, anch&#8217;esso Software 	Libero con licenza LGPL  (una particolare traduzione del progetto 	originario americano fatta dal professor Giulio Iannello del corso 	di Calcolatori elettronici dell&#8217;università Federico II di Napoli);</li>
<li>l&#8217;utilizzo di <a href="http://www.gnu.org/software/octave/" target="_blank">GNU Octave</a> (programma con elevata compatibilità 	con MathLab) per l&#8217;analisi statistica, soluzione di problemi di 	algebra lineare e non;</li>
<li>l&#8217;utilizzo dalla distribuzione Linux <a href="http://www.netkit.org/" target="_blank">Netkit</a> per l&#8217;emulazione 	e le lezioni in classe relative al funzionamento delle reti 	informatiche;</li>
<li>un&#8217;altra vasta gamma di programmi liberi di supporto alla 	didattica, facilmente installabili utilizzando una qualsiasi 	distribuzione Linux.</li>
</ul>
<p>Inoltre, da ormai più di 10 anni, il prof. Carmelo Barchitta richiede ai propri studenti che presentino le loro relazioni utilizzando <strong>Open Office</strong>. Questo per diversi motivi:</p>
<ul>
<li>Open Office è uno strumento che tutti gli studenti possono 	installare gratuitamente sui propri computer di casa, senza dover 	pagare delle licenze a dei fornitori di software;</li>
<li>i documenti che gli studenti consegnano al docente sono tutti 	in formato aperto .odt: questo garantisce una facilità di gestione 	al professore, che riesce a esaminare gli elaborati senza 	riscontrare problemi legati a file salvati in formati differenti 	(spesso in ambiente proprietario si rilevano incompatibilità tra 	file prodotti da versioni differenti dello stesso software);</li>
<li>gli studenti imparano ad usare Open Office;</li>
<li>si educano gli studenti a 	seguire fondamentali comportamenti di legalità.</li>
</ul>
<h2>Le problematiche affrontate e il rapporto con il Preside</h2>
<p>Dopo dieci anni di esperienza a scuola con l&#8217;utilizzo di tecnologie Open Source, De Rossi Barchitta e Doro lasciano alcune loro considerazioni sulle problematiche affrontate:</p>
<ul>
<li>i corsi TIC erano ben strutturati e finalizzati a insegnare 	ai docenti come risolvere problemi reali in ambito sistemistico. 	All&#8217;interno di questi percorsi formativi veniva infatti utilizzata 	una particolare distribuzione Linux (Netkit4TIC, una combinazione di componenti presenti in Netkit e Knoppix nata dal 	lavoro di Doro in collaborazione con l&#8217;università di Roma  	“Uniroma3”) con la quale era possibile simulare delle reti 	informatiche reali. I corsi TIC erano stati finalizzati alla 	creazione della figura di Amministratore di Sistema come personale 	interno dell&#8217;istituto scolastico. Un&#8217;iniziale posizione incerta 	da parte di chi ha voluto questi corsi e il successivo cambio di rotta del Ministero stesso ha reso 	impossibile la conclusione di questo processo. Oggi la scuola è 	quindi spesso obbligata a rivolgersi ad aziende esterne;</li>
<li>c&#8217;è grande <strong>difficoltà in Italia</strong> a riuscire a coordinarsi e 	<strong>recuperare il lavoro già fatto da altre realtà</strong> (scuole ma non 	solo) in altre regioni: <strong>lo sforzo di replicazione è considerevole</strong>;</li>
<li>la scuola ha un contratto attivo con Microsoft la quale 	prevede che docenti e studenti possano ottenere a costo zero copie 	di alcuni prodotti software quali, per esempio, il Sistema Operativo 	Windows: questo meccanismo crea nelle persone una sorta di 	<strong>“dipendenza”</strong>, l&#8217;utente è abituato da subito ad utilizzare uno 	<strong>specifico prodotto proprietario</strong> ed i ragazzi, una volta entrati nel mondo del 	lavoro, saranno portati a continuare a comprare il software con cui 	hanno maggiore familiarità;</li>
<li>ad avvalorare il punto precedente, i docenti dello Zuccante 	si sono accorti che <strong>la sfida più ardua</strong> all&#8217;interno dell&#8217;istituto si 	è configurata come – e lo è tutt&#8217;ora – il <strong>convincere al 	cambiamento</strong> persone abituate all&#8217;utilizzo ventennale di un 	determinato software. Ecco perché diventa ancora più <strong>importante 	mostrare agli studenti l&#8217;esistenza di alternative mentre sono ancora 	in grado di scegliere</strong>;</li>
<li>il 	problema della <strong>pirateria</strong> rimane una problematica da 	affrontare: si è assistito alcune volte all&#8217;installazione di copie 	“crackate” di software proprietario semplicemente perché il 	disco originale era stato smarrito. Nella scuola questo non deve 	assolutamente succedere, <strong>l&#8217;educazione alla legalità è parte 	integrante della formazione dei ragazzi</strong>. Il Software Libero è 	distribuito con particolari licenze di copyright (quali la GPL) che 	permettono la sua copia e installazione senza limiti e in piena 	conformità con la legge.</li>
</ul>
<p>L&#8217;introduzione del Software Libero allo Zuccante è stato reso possibile dall&#8217;appoggio del precedente Preside Ticozzi. Carmelo Barchitta ci racconta infatti che il Dirigente Scolastico, pur non essendo un tecnico esperto, ha saputo cogliere il valore educativo che può derivare dall&#8217;adozione di tecnologie aperte. Il Preside infatti:</p>
<ul>
<li>si è fidato di quelle persone che, sostenendo l&#8217;introduzione 	a scuola dell&#8217;Open Source, andavano controcorrente;</li>
<li>ha sostenuto i progetti in cui <strong>i ragazzi potevano 	sperimentare praticamente</strong> quanto appreso in aula (le attività del 	GULZ, i progetti VoIP e wifi);</li>
<li>ha assunto una posizione attiva e di controllo, senza 	lasciare carta bianca a chi fosse più esperto tecnicamente di lui 	ma al tempo stesso senza ostacolare l&#8217;innovazione (anche in termini 	di acquisti di nuovo hardware lo Zuccante ha avuto degli esborsi 	significativi negli ultimi anni);</li>
<li>dà il suo consenso per i progetti che hanno ampia ricaduta 	sui ragazzi. Inoltre prima di terminare la sua nomina nel 2010, ha favorito l&#8217;adesione dello Zuccante al progetto 	<a href="http://scuola.lpi-italia.org">LPI@School</a> per diventare <em>Approved 	Academic Partner</em> di <a href="http://www.lpi-italia.org">LPI Italia</a>; attualmente sono in corso le procedure necessarie per 	l&#8217;accreditamento ufficiale dell&#8217;istituto alla rete LPI.</li>
</ul>
<div id="attachment_84" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-84 " title="contratto" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2011/03/contratto-300x224.png" alt="" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">La firma del contratto con LPI Italia (da sinistra: Barchitta, Zanotelli di LPI Italia, De Rossi e il Preside Ticozzi)</p></div>
<h2>Alcuni Consigli</h2>
<p>I docenti dello Zuccante hanno lasciato un paio di considerazioni relativamente all&#8217;introduzione di tecnologie aperte nel mondo scolastico, hanno evidenziato quali sono stati i punti particolarmente critici nella loro esperienza e cosa probabilmente sarebbe utile fare per ottenere risultati maggiori:</p>
<ul>
<li>c&#8217;è stato <strong>poco coinvolgimento degli altri professori</strong> che non 	si occupano di informatica: si sente l&#8217;assenza dell&#8217;appoggio dei 	colleghi e lo sforzo di presentare tecnologie alternative ai ragazzi 	è sostenuto da pochissime persone;</li>
<li>la maggior parte dello sforzo sostenuto per favorire 	l&#8217;introduzione di innovazione a scuola è avvenuto perché alcuni 	docenti hanno deciso di dedicare a questo fine gran parte del 	proprio tempo libero. Sarebbe più indicato invece, far diventare 	questo processo un&#8217;attività propria della scuola. Facendo sì che 	essa sia anche finalizzata allo <strong>stringere relazioni con altre 	realtà, scolastiche e non, in regione ma anche fuori regione</strong>, 	sarebbe possibile riutilizzare le altrui esperienze di successo e 	non “dover reinventare ogni volta la ruota”;</li>
<li><strong>investire in innovazione mentale</strong>: a scuola spesso i docenti 	lavorano seguendo quelle modalità ormai consolidate negli anni a 	cui rimangono legati. Le alternative e le novità esistono, ma non 	sono conosciute: il punto di partenza è, prima di tutto, farle 	conoscere agli insegnanti che potranno così trasmetterle ai 	ragazzi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em>Photo credits: ringraziamo  Sandro Doro per le sue foto (<a href="http://www.flickr.com/photos/dorosphoto/sets/72157624493002478/" target="_blank">flickr LPI@School set</a>).</em></h6>
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		<title>Esperienze in Rete</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 17:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sezione Esperienze in Rete è stato aggiunto un nuovo articolo. Da oggi è presente l&#8217;intervista all&#8217;ITIS &#8220;C. Zuccante&#8221; di Mestre, istituto dove l&#8217;insegnamento dell&#8217;informatica si concretizza in progetti in cui i gli studenti realizzano in prima persona soluzioni tecnologiche per risolvere problematiche reali. Lo Zuccante è una scuola di riferimento a Mestre e l&#8217;anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sezione <a href="http://scuola.lpi-italia.org/esperienze/">Esperienze in Rete</a> è stato aggiunto un nuovo articolo.</p>
<p>Da oggi è presente <a href="http://scuola.lpi-italia.org/2011/03/11/zuccante/">l&#8217;intervista all&#8217;ITIS &#8220;C. Zuccante&#8221; di Mestre</a>, istituto dove l&#8217;insegnamento dell&#8217;informatica si concretizza in progetti in cui i gli studenti realizzano in prima persona soluzioni tecnologiche per risolvere problematiche reali. Lo Zuccante è una scuola di riferimento a Mestre e l&#8217;anno scorso ha aderito al progetto <em>LPI@School</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LPI@School, quasi un anno dopo</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2011/02/14/lpischool-quasi-un-anno-dopo/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 14:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 1° marzo 2010, data ufficiale di partenza del progetto LPI@School, abbiamo contattato circa un centinaio di scuole, prevalentemente istituti tecnici e licei scientifici, ma non solo. Rendiamo pubbliche alcune impressioni generali emerse dal nostro lavoro: il Software Libero riesce a penetrare lì dove sia già presente un insegnante sensibile all&#8217;argomento, difficilmente altrove; il valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° marzo 2010, data ufficiale di partenza del progetto LPI@School, abbiamo contattato circa un centinaio di scuole, prevalentemente istituti tecnici e licei scientifici, ma non solo.<br />
Rendiamo pubbliche alcune impressioni generali emerse dal nostro lavoro:</p>
<ul>
<li>il <strong>Software Libero</strong> riesce a penetrare lì <strong>dove sia già presente un insegnante sensibile all&#8217;argomento</strong>, difficilmente altrove;</li>
<li>il valore della <strong>certificazione LPI</strong> viene colta <strong>soprattutto</strong> in quelle scuole <strong>dove sia già utilizzato Software Libero</strong>. In alcuni casi sono stati i docenti di questi istituti  a ricercare in prima persona le novità interessanti per la formazione dei propri studenti;</li>
<li>spesso la <strong>certificazione LPI</strong> viene <strong>percepita come un&#8217;alternativa all&#8217;ECDL</strong>: sono <strong>invece</strong> due attestati <strong>differenti</strong>, utili entrambi in maniera differente. LPI certifica competenze a livello di Amministrazione del Sistema Operativo GNU/Linux, ECDL competenze relativamente a programmi di Office Automation, di utilizzo della posta elettronica e di navigazione nel World Wide Web;</li>
<li><strong>il mondo scuola è una realtà incostante</strong>: vi sono periodi in cui l&#8217;ambiente è più recettivo e aperto ad accogliere nuove possibilità, altri nei quali si avverte frenesia e poca disponibilità all&#8217;ascolto. La scorsa primavera è stato per noi sicuramente il periodo migliore;</li>
<li><strong>in Italia</strong> sono presenti diverse realtà che si impegnano per la diffusione del Software Libero, dai LUG (Linux User Group) locali ad associazioni maggiormente organizzate; dai liberi professionisti alle piccole aziende. Noi quest&#8217;anno abbiamo avuto modo di confrontarci principalmente con la comunità <a href="http://lists.linux.it/listinfo/scuola/" target="_blank">scuola.linux.it</a>, con <a href="http://www.linux.it/" target="_blank">ILS</a> (Italian Linux Society, promotrice di <a href="http://www.linuxday.it/" target="_blank">LinuxDay</a>) ed il gruppo di volontari che ha dato vita al progetto <a href="http://www.dossierscuola.it/" target="_blank">DossierScuola</a>. <strong>La situazione generale pare tendenzialmente frammentata</strong>, LPI Italia cerca di aprire un canale di comunicazione tra il mondo dell&#8217;<em>istruzione</em> e quello <em>business</em>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Progetti e racconti dal mondo della scuola OpenSource</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2010/11/25/link-scuola-opensource/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scuola.lpi-italia.org/?p=76</guid>
		<description><![CDATA[Raccogliamo di seguito un elenco di progetti legati al mondo della scuola che rimandano a software utili in campo scolastico, a distribuzioni Linux create per la scuola, a collezioni di software didattici &#8211; liberi e gratuiti &#8211; e ulteriori altre notizie legate all&#8217;OpenSource e alla Pubblica Istruzione. Non solo Software: gestione di protocolli e pratiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccogliamo di seguito un elenco di progetti legati al mondo della scuola che rimandano a software utili in campo scolastico, a distribuzioni Linux create per la scuola, a collezioni di software didattici &#8211; liberi e gratuiti &#8211; e ulteriori altre notizie legate all&#8217;OpenSource e alla Pubblica Istruzione.</p>
<p><strong>Non solo Software</strong>:<br />
<!-- 		@page { margin: 0.79in } 		TD P { margin-bottom: 0in } 		P { margin-bottom: 0.08in } --></p>
<ul>
<li><a title="gestione protocolli PA" href="http://www.axiastudio.it/pypapi/PyPaPi/Home_page.html" target="_blank">gestione di protocolli e pratiche per la Pubblica Ammistrazione</a></li>
<li><a title="FET: timetable software opensource" href="http://www.lalescu.ro/liviu/fet/" target="_blank">FET: Software OpenSource per la creare i timetable scolastici</a></li>
<li><a title="orario_elettronico software opensource per timetable" href="http://sourceforge.net/projects/orarelettr/" target="_blank">orario_elettronico: Software OpenSource per creare i timetable scolastici</a></li>
<li><a title="Lavagna multimediale WiiLD" href="http://www.wiild.it/" target="_blank">Progetto lavagna multimediale WiiLD</a></li>
<li><a title="Software amministrativo per la scuola" href="http://www.schooltool.org/" target="_blank">Schooltool: software amministrativo per la scuola</a></li>
<li><a title="Software amministrativo per la scuola" href="http://promethee.eu.org/" target="_blank">Promethee: software amministrativo per la scuola</a></li>
<li><a title="OpenOffice per bambini" href="http://wiki.ooo4kids.org/index.php/Main_Page/it" target="_blank">OOo4kids: OpenOffice per bambini</a></li>
<li><a title="educazionik raccolta FLOSS scolastico" href="http://educazionik.sourceforge.net/" target="_blank">Educazionik: raccolta di Software Libero per la scuola</a></li>
<li><a title="SoDiLinux raccolta FLOSS scolastico" href="http://sodilinux.itd.cnr.it/" target="_blank">So.Di.Linux: raccolta di Software Libero per la scuola</a></li>
<li><a title="ZoomLinux: raccolta di FLOSS per ipovedenti" href="http://sodilinux.itd.cnr.it/zoomlinux/">ZoomLinux: raccolta di software per ipovedenti</a></li>
</ul>
<p><strong>Distribuzioni Linux per la scuola</strong>:</p>
<ul>
<li><a title="distribuzione Linux LTSP" href="http://www.slx.no/" target="_blank">Skolelinux</a>: sistema Linux LTSP based (Linux Terminal Server Project); <a title="sito italiano skolelinux" href="http://www.debian-edu.it/mywiki/PaginaPrincipale/Architettura" target="_blank">sito italiano skolelinux</a></li>
<li><a title="Userful: sistema multipostazione (non LTSP)" href="http://www.userful.com/" target="_blank">Userful: Prodotto commerciale Linux, non LTSP based</a> ma “<em>computer multipostazione con una scheda video per postazione, non un sistema di terminali X. Per esempio questo sistema permette l&#8217;accelerazione video 3D e FullHD.</em>&#8220;</li>
<li><a title="Progetto FUSS: migrazione scuole altoatesina a FLOSS" href="http://fuss.bz.it/" target="_blank">FUSS &#8211; Free Upgrade in SouthTyrol&#8217;s Schools</a></li>
<li><a title="una distribuzione per gli ITIS italiani" href="http://www.itislinux.it/" target="_blank">ITIS Linux</a>: una distribuzione per gli Istituti Tecnici Industriali italiani</li>
<li><a title="laboratorio diskless" href="http://www.linuxnetlive.org/" target="_blank">NetLive</a>: installazione di un laboratorio diskless che tramite rete scarica il Sistema Operativo localmente</li>
</ul>
<p><strong>Scuola e Ministero dell&#8217;Istruzione (MIUR)</strong>:</p>
<ul>
<li><a title="Innovadidattica (MIUR)" href="http://www.indire.it/obbligoistruzione/content/index.php?action=read_news&amp;id_m=6399&amp;id_cnt=6409" target="_blank">Innovadidattica: Bando di concorso per progetti di innovazione didattica a sostegno dell’obbligo di istruzione</a></li>
<li><a title="Linee di Sviluppo Scuola Digitale" href="http://www.istruzione.it/web/istruzione/dettaglio-news/-/dettaglioNews/viewDettaglio/13106/11210" target="_blank">Linee di Sviluppo Piano Scuola Digitale</a>: dedicato alle scuole primarie e seconarie di II grado, integrazione tecnologie nella didattica; aperto anche a <em>“imprese, case editrici e organizzazioni che intendono dare il proprio contributo</em>”. Incontro tenutosi il 28 luglio 2010 a Roma presso gli uffici del Ministero dell&#8217;Istruzione</li>
<li><a title="Cl@assi 2.0, tecnologia nella didattica" href="http://www.indire.it/content/index.php?action=read&amp;id=1623">Progetto Ministeriale &#8220;Cl@assi 2.0&#8243;</a>: dedicato alle scuole secondarie di I grado, un progetto pilota che coinvolge anche l&#8217;universita&#8217;. Scopo è identificare/sviluppare un&#8217;ambiente nuovo per l&#8217;apprendimento</li>
<li><a title="esperienze didattica e tecnologia a scuola" href="http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola/esperienze" target="_blank">Innovascuola</a>: esperienze delle scuole su didattica e tecnologia</li>
</ul>
<p><strong>Altri link interessanti</strong>:<br />
<!-- 		@page { margin: 0.79in } 		TD P { margin-bottom: 0in } 		P { margin-bottom: 0.08in } --></p>
<ul>
<li><a title="Dossier Scuola: l'OpenSource a scuola" href="http://www.dossierscuola.it" target="_blank">Dossier Scuola</a> (iniziatia del <a title="PDP Free Software User Group" href="http://pdp.linux.it/" target="_blank" class="broken_link">PDP fsug</a> e <a title="Italian Linux Society" href="http://www.linux.it/" target="_blank">ILS</a>): raccolta di esperienze e progetti OpenSource con oggetto la scuola italiana</li>
<li><a title="Azienda: Garamond" href="http://www.garamond.it/index.php" target="_blank">Garamond</a>, un&#8217;azienda che offre supporto alla didattica</li>
<li><a title="Librazioni di Garamond, libri con sconti" href="http://www.librazioni.it/libri/" target="_blank">Librazioni: iniziativa di Garamond per vendere libri scolastici scontati</a></li>
<li>OPAL propone un <a title="sondaggio europeo metodi e materiale &quot;aperti&quot;" href="http://oer-quality.org/" target="_blank">sondaggio europeo sull&#8217;uso di metodi di insegnamento <em>aperti</em> e materiali didattici <em>aperti</em></a>. È rivolto agli amministratori, agli insegnanti delle scuole superiori e anche agli studenti.</li>
<li><a title="Libri di testo autoprodotti dalle scuole" href="http://www.bookinprogress.it/" target="_blank">Progetto <em>book in progress</em>: libri di testo autoprodotti dalle scuole</a></li>
<li><a title="Intranet per le scuole italiane" href="http://www.reteisi.org/" target="_blank">Progetto ISI – Intranet Scolastiche Integrate</a></li>
<li><a title="Centro di competenze italiano per l'opensource" href="http://www.flossitaly.it/" target="_blank">Centro di competenze italiano per l&#8217;OpenSource</a>, circuito <a href="http://www.qualipso.org/">http://www.qualipso.org</a>/</li>
<li>le <a title="KBC, community che studia lo sviluppo della conoscenza" href="http://www.ckbg.org/?p=3010" target="_blank">Knowledge Building Communities (KBC)</a>, community che si occupa di  “<em>raccogliere contributi in grado di delineare le radici filosofiche, i principi teorici, i modelli psico-pedagogici, le scelte didattiche, le metodologie e gli aspetti operativi relativi ai processi e ai contesti di costruzione della conoscenza</em>”</li>
<li><a title="informatica senza computer" href="http://csunplugged.org/" target="_blank">Studiare informatica senza computer</a></li>
<li><a title="Ubuntu a fumetti" href="http://informaticaetica.com/2010/10/05/scopri-come-e-perche-usare-ubuntu-leggendo-fumetti/" target="_blank">Ubunchu</a>: un fumetto su Ubuntu per insegnare ai ragazzi cos&#8217;è il Software Libero</li>
<li><a title="master universitario sul Software Libero" href="http://stop.zona-m.net/it/2010/11/la-free-technology-academy-insegna-software-libero-e-cerca-partner-in-italia/" target="_blank">Free Technology Academy organizza un master universitario dedicato al Software Libero</a></li>
<li><a title="Cinema e opensource" href="http://www.g-raffa.eu/Cinema_a_Scuola/" target="_blank">Esperimenti di Cinema con i bambini e il Software Libero</a></li>
<li><a title="ALID installa laboratorio informatico a costo zero" href="http://www.alid.it/scuole.php" target="_blank">Associazione per le Libertà Informatiche e Digitali  (ALID) di Genova allestisce laboratori scolastici</a></li>
<li><a title="SIAM Milano: diffusione del Software Libero a scuola" href="http://www.siam1838.it/" target="_blank">SIAM (Milano)</a>: progetto per la &#8220;<em>diffusione della cultura del software libero nelle scuole, sia attraverso la distribuzione di Personal Computer rigenerati e attrezzati di sistema operativo Linux, sia attraverso la formazione in tal senso dei docenti degli istituti scolastici</em>&#8220;</li>
</ul>
<p><span style="color: #808080;"><em>Questa pagina, aggiornata al 24 novembre 2010, prende spunto dalle discussioni che si sono svolte nel periodo maggio 2010 &#8211; novembre 2010, sulla <a title="lista di discussione: software libero a scuola e nell'insegnamento" href="http://lists.linux.it/listinfo/scuola" target="_blank">lista pubblica di discussione dedicata al software libero nel mondo della scuola</a>.<br />
Se non quando diversamente indicato, LPI non partecipa nè garantisce dello stato di salute dei progetti sopra elencati.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aderisce al Progetto: IIS &#8220;G. Vallauri&#8221; di Fossano</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2010/11/16/aderisce-al-progetto-iis-g-vallauri-di-fossano/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 09:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto di Istruzione Superiore &#8220;G. Vallauri&#8221; di Fossano (Cuneo) ha aderito al progetto LPI@School. L&#8217;indirizzo in &#8220;Informatica e Telecomunicazione&#8221; del Vallauri tra i suoi obiettivi si prefissa quello di far raggiungere ai propri allievi la consapevolezza del &#8220;[..]confronto e funzionamento di strumenti informatici e di dispositivi hardware sapendoli collocare correttamente in un contesto e sapendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.vallauri.edu/" target="_blank">Istituto di Istruzione Superiore &#8220;G. Vallauri&#8221;</a> di Fossano (Cuneo) ha aderito al progetto LPI@School. L&#8217;indirizzo in &#8220;Informatica e Telecomunicazione&#8221; del Vallauri tra i suoi obiettivi si prefissa quello di far raggiungere ai propri allievi la consapevolezza del <em>&#8220;[..]confronto e funzionamento di strumenti informatici e di dispositivi hardware sapendoli collocare correttamente in un contesto e sapendo muoversi tra l&#8217;ambito proprietario e quello open-source&#8221;. </em>La certificazione LPI in questo senso si configura come riconoscimento internazionalmente valido che attesti la capacità di utilizzo di Linux e di sapersi muovere all&#8217;interno del mondo OpenSource.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aderisce al Progetto: ISISS &#8220;Ugo Foscolo&#8221; di Teano</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2010/10/27/aderisce-al-progetto-isiss-ugo-foscolo-di-teano/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 14:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ISISS &#8220;U. Foscolo&#8221; di Teano (Caserta) ha aderito al progetto LPI@School dopo aver individuato autonomamente LPI come l&#8217;organizzazione partner nel mondo GNU/Linux. Non solo per poter offrire ai propri studenti un percorso formativo di qualità, ma per far loro accedere alla certificazione di competenze del Linux Professional Institute con modalità agevolate, pensate proprio per gli studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.foscoloteano.it" target="_blank">ISISS &#8220;U. Foscolo&#8221;</a> di Teano (Caserta) ha aderito al progetto LPI@School dopo aver individuato autonomamente <a href="http://www.lpi-italia.org" target="_blank">LPI</a> come l&#8217;organizzazione partner nel mondo GNU/Linux. Non solo per poter offrire ai propri studenti un percorso formativo di qualità, ma per far loro accedere alla certificazione di competenze del <em>Linux Professional Institute</em> con modalità agevolate, pensate proprio per gli studenti delle scuole superiori.</p>
<p>Al &#8220;Foscolo&#8221; accanto all&#8217;insegnamento di materie umanistiche non manca l&#8217;attenzione per quelle scientifico-tecnologiche. Da oggi per gli studenti di Teano certificarsi con il <em>Linux Professional Institute</em> sarà molto più facile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>23 ottobre 2010: Linux Day</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2010/10/08/23-ottobre-2010-linux-day/</link>
		<comments>http://scuola.lpi-italia.org/2010/10/08/23-ottobre-2010-linux-day/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 09:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scuola.lpi-italia.org/?p=68</guid>
		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno il progetto LPI@School è diventato partner del Linux Day, il maggiore evento italiano dedicato alla promozione di GNU/Linux e del Software Libero. Quest&#8217;evento, promosso da ILS &#8211; Italian Linux Society dal 2001, è organizzato quest&#8217;anno in contemporanea in oltre 100 città italiane grazie alla collaborazione dei LUG (Linux User Group) locali. Quest&#8217;anno il Linux [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno il progetto <strong>LPI@School</strong> è diventato partner del <a href="http://www.linuxday.it/" target="_blank">Linux Day</a>, il maggiore evento italiano dedicato alla promozione di GNU/Linux e del Software Libero. Quest&#8217;evento, promosso da <a href="http://www.linux.it/" target="_blank">ILS &#8211; Italian Linux Society</a> dal 2001, è organizzato quest&#8217;anno in contemporanea in oltre 100 città italiane grazie alla collaborazione dei LUG (Linux User Group) locali.</p>
<p>Quest&#8217;anno il Linux Day è dedicato al <strong>mondo della scuola</strong> con lo slogan <em>investiamo in oro grigio</em>.</p>
<p><a style="border: none;" href="http://www.linuxday.it" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-69" style="border: none;" title="Linux Day 23 ottobre 2010" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2010/10/bannerLD.gif" alt="" width="468" height="60" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aderisce al Progetto: ITC &#8220;Romanazzi&#8221; di Bari</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2010/09/28/aderisce-al-progetto-itc-romanazzi-di-bari/</link>
		<comments>http://scuola.lpi-italia.org/2010/09/28/aderisce-al-progetto-itc-romanazzi-di-bari/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 09:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ITC &#8220;Romanazzi&#8221; di Bari ha aderito a LPI@School. Questa scuola, che vicino agli indirizzi Linguistic course e Projects, partners and exchanges affianca un corso in Business and computers, ha deciso di offrire ai propri studenti la possibilità di seguire dei corsi di &#8220;Amministrazione GNU/Linux&#8221; secondo gli standard del Linux Professional Institute e accedere alla certificazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.itcromanazzi.it/" target="_blank">ITC &#8220;Romanazzi&#8221; di Bari</a> ha aderito a LPI@School. Questa scuola, che vicino agli indirizzi <em>Linguistic course</em> e <em>Projects, partners and exchanges</em> affianca un corso in <em>Business and computers</em>, ha deciso di offrire ai propri studenti la possibilità di seguire dei corsi di &#8220;Amministrazione GNU/Linux&#8221; secondo gli standard del Linux Professional Institute e accedere alla certificazione internazionale LPI secondo le modalità agevolate previste dal Progetto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scuola.lpi-italia.org/2010/09/28/aderisce-al-progetto-itc-romanazzi-di-bari/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Istituto Statale di Istruzione Superiore “John Maynard Keynes”</title>
		<link>http://scuola.lpi-italia.org/2010/09/16/keynes/</link>
		<comments>http://scuola.lpi-italia.org/2010/09/16/keynes/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 13:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dzanotelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>

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		<description><![CDATA[“Mai mettere gli utenti di fronte al fatto compiuto, mai farli sentire scavalcati.” Vittoriano Lambertucci, tecnico informatico “Bisogna trovare un buon equilibrio tra il fare le cose e il trovare il consenso”, Daniela Volta, docente di Lettere Un rapido giro nell&#8217;edificio, visito le sale server, l&#8217;ufficio dei tecnici di laboratorio ma anche la sala insegnanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 0.79in } 		P { margin-bottom: 0.08in } 		H2 { margin-bottom: 0.08in } 		H2.western { font-family: "Arial", sans-serif; font-size: 14pt; font-style: italic } 		H2.cjk { font-size: 14pt; font-style: italic } 		H2.ctl { font-size: 14pt; font-style: italic } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<blockquote><p>“Mai mettere gli utenti di fronte al fatto compiuto, mai farli sentire scavalcati.” Vittoriano Lambertucci, tecnico informatico</p>
<p>“Bisogna trovare un buon equilibrio tra il fare le cose e il trovare il consenso”, Daniela Volta, docente di Lettere</p></blockquote>
<p>Un rapido giro nell&#8217;edificio, visito le sale server, l&#8217;ufficio dei tecnici di laboratorio ma anche la sala insegnanti. Vedo solo computer che, una volta accesi, mostrano di funzionare grazie a Software Libero. E poi altri quattro laboratori di informatica. Anche qui Debian GNU/Linux è il Sistema Operativo che fa funzionare tutte le macchine.</p>
<div id="attachment_34" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-61" title="keynes_debian_boot" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2010/09/keynes_debian_boot-300x225.jpg" alt="Avvio di postazioni Debian GNU/Linux al Keynes" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">I computer al Keynes avviano Debian GNU/Linux</p></div>
<h2>Il Software Libero entra al Keynes</h2>
<p>Nel 1998 il tecnico di laboratorio Gian Carlo Stagni, decide di sperimentare Linux a scuola. Nel far questo coinvolge l&#8217;ex studente <a href="http://enricozini.org" target="_blank">Enrico Zini</a> che al tempo frequentava la facoltà di informatica e aveva dimestichezza con il sistema operativo GNU/Linux “Debian”.</p>
<p>In breve tempo viene installata la prima macchina Debian per svolgere le funzioni di Fileserver e Domain Controller per la rete locale; inoltre le modalità di accesso a Internet migliorarono. Precedentemente infatti la rete locale della scuola era scollegata da Internet (considerando anche i costi di connessione “a tempo” degli anni &#8217;90): quando serviva visitare un sito esterno esso veniva scaricato localmente e quindi sempre localmente consultato. Con il nuovo server Debian è lo stesso Enrico Zini che scrive e installa uno script per far sì che l&#8217;accesso alla rete venga automatizzato e regolato in base alla reale attività degli utenti della scuola, senza più la necessità di un controllo “manuale” da parte di un tecnico addetto.</p>
<p>A livello client invece l&#8217;introduzione di tecnologie FLOSS (Free Libre Open Source Software) è iniziata nel &#8217;99 con la versione 5.x di StarOffice. Effettivamente StarOffice non era ancora Software Libero (era però gratuito) ma appena uscì la prima versione di OpenOffice.org da esso derivata, fu subito sostituito. “La piattaforma era ancora Windows 95 e StarOffice, installato in parallelo a Microsoft Office, non ebbe però grande successo al Keynes &#8211; ci spiega Vittoriano Lambertucci &#8211; probabilmente perché al tempo era ancora un programma lento e pesante.”</p>
<h2>La situazione attuale</h2>
<p>Oggi al Keynes GNU/Linux è presente su ogni computer. Oltre all&#8217;iniziale server si sono affiancate altre macchine per la la gestione del firewall (con la condivisione della connettività Internet da parte della rete locale separata della segreteria) e per la gestione centralizzata dei profili utenti (LDAP) ai quali è associato uno <em>share</em> sul fileserver. Tutti gli studenti e i docenti possiedono così un loro account personale per effettuare l&#8217;accesso da qualsiasi postazione della scuola (dove è sempre possibile ritrovare tutti i propri dati precedentemente salvati), navigazione Internet, area di didattica virtuale con <em><a href="http://moodle.org/" target="_blank">moodle</a> </em>e casella di posta elettronica.</p>
<p>Inoltre, essendo Debian la distribuzione preferita al Keynes, si è pensato di dedicare una macchina come mirror debian, ovvero un repository locale di tutto il sistema operativo che si mantiene sincronizzato tramite Internet con le revisioni via via rilasciate: permette in questo modo a tutti i computer della scuola di installare gli aggiornamenti in maniera veloce.</p>
<p>Oltre alla sala insegnanti, all&#8217;ufficio dei tecnici e alla segreteria ci sono altri 4 laboratori informatici tutti funzionanti con Sistema Operativo Debian GNU/Linux. Due dei suddetti laboratori (11 postazioni ciascuno) e ulteriori 4 macchine presenti in biblioteca funzionano con tecnologia LTSP. Questi 26 computer sono delle macchine che all&#8217;avvio si connettono a un server centrale che esegue le operazioni di calcolo al posto loro, permettendo così di avere ottime prestazioni su computer che effettivamente possiedono hardware obsoleto. Un investimento iniziale sul server (l&#8217;unica macchina che deve avere prestazioni superiori alla media) ha consentito di installare due aule funzionanti con materiale di recupero.</p>
<div id="attachment_62" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-62" title="keynes_LTSP_etherboot" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2010/09/keynes_LTSP_etherboot-300x225.jpg" alt="Un terminale avvia Debian GNU/Linux da rete" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Un terminale avvia Debian GNU/Linux da rete</p></div>
<p>I computer della sala insegnanti all&#8217;inizio non erano vere e proprie Debian ma montavano una distribuzione derivata, la molto diffusa “Ubuntu”, installata pensando di attuare una migrazione “soft” per un pubblico abituato a utilizzare Windows: Ubuntu presenta infatti GNU/Linux cercando di essere il più <em>user-friendly</em> possibile. <span style="color: #000000;">Da quest&#8217;anno scolastico 2010/11 anche queste macchine sono state uniformate e utilizzano Debian GNU/Linux.</span></p>
<h2>Didattica e informatica</h2>
<p>La grande disponibilità di software derivata dall&#8217;adozione di strumenti FLOSS ha permesso al Keynes di attuare una politica di alfabetizzazione informatica degli studenti già da diversi anni.</p>
<p>Innanzi tutto, avendo ogni studente in automatico un account di posta elettronica nel dominio della scuola, si sono stimolati i ragazzi a far uso di questa tecnologia mandando tramite e-mail comunicazioni scolastiche e compiti per casa. Si è creato per ogni studente uno spazio virtuale on-line dove pubblicare i propri appunti e i ragazzi sono stati stimolati a condividere la loro conoscenza con gli altri.</p>
<p>Inoltre si è portato avanti un discorso di educazione alla scelta del corretto formato dati per la scrittura dei documenti e di un uso e consumo critico delle tecnologie informatiche. In quest&#8217;ottica la professoressa Volta è riuscita a svolgere durante le ore di Lettere dei veri e propri laboratori utilizzando strumenti OpenSource per la creazione di blog scolastici, wiki e altri documentari multimediali.</p>
<h2>Il rapporto con la Dirigenza Scolastica e con la Pubblica Amministrazione locale</h2>
<p>“L&#8217;attuale preside era un ex insegnante e con lui c&#8217;è piena condivisione di intenti.” Con il preside precedente al Keynes c&#8217;è stata qualche incomprensione in materia di migrazione a Software Libero, dovuta forse al fatto che la tendenza era quella di non creare disagi agli insegnanti i quali, utenti abituati al sistema operativo Windows, spesso si dimostravano insofferenti all&#8217;adozione di strumenti informatici nuovi. La segreteria invece, dotata principalmente di applicativi web, non ha presentato alcuna resistenza all&#8217;adozione di una piattaforma differente da quella precedentemente usata, e non ha di conseguenza esercitato pressioni negative sulla dirigenza scolastica.</p>
<p>Perché soffermarsi sui rapporti tra il Keynes e la Pubblica Amministrazione locale? Certamente perché la prof.ssa Volta è Consigliere Comunale a Castel Maggiore ed ha aderito al progetto “<a href="http://carocandidato.it/" target="_blank" class="broken_link">Caro Candidato</a>”; ino<span style="color: #000000;">ltre l&#8217;assessore al bilancio  e innovazione di Castel Maggiore è Federico Palma, un ex studente del Keynes il quale è molto aperto alle problematiche relative all&#8217;adozione di strumenti OpenSource . Presso il Comune è utilizzato ampiamente OpenOffice e da poco è passata una delibera – mozione introdotta dalla stessa Volta – per regolare tutta la documentazione pubblica attraverso formati standard e/o lib</span>eri.</p>
<div id="attachment_64" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-64" title="keynes_gnome_login" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2010/09/keynes_gnome_login-300x225.jpg" alt="Una delle tante aule informatiche: schermata di login personalizzata per accedere all'ambiente grafico GNOME su Debian GNU/Linux" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Una delle tante aule di informatica del Keynes: schermata di login personalizzata per accedere all&#39;ambiente grafico GNOME su Debian GNU/Linux</p></div>
<h2>Intervista a Serena, studentessa dell&#8217;ultimo anno</h2>
<p>Serena, incontrata nel laboratorio con i tecnici, accetta di rispondere a qualche breve domanda ma premette immediatamente che il fatto di conoscere ed utilizzare Software Libero la rende un caso particolare tra gli studenti del Keynes.</p>
<p>D: Come ti sei avvicinata al mondo del Software Libero?</p>
<p>S: Lo conosco da 5 anni, grazie ai tecnici del Keynes e – ammette non senza un lieve imbrazzo – in quanto il mio moroso usava, e tutt&#8217;ora usa, Software Libero.</p>
<p>D: Perchè utilizzare Linux?</p>
<p>S: Ho iniziato installando Debian su un EeePC durante un&#8217;assemblea di istituto. Usare Software Libero certe volte e&#8217; complicato ma sono spinta dal gusto della sperimentazione. La cosa che mi piace veramente a livello tecnico è che se il sistema ha qualche problema a livello grafico (ndr si blocca il Desktop, il mouse non risponde e l&#8217;unica soluzione sembra essere quella di togliere l&#8217;alimentazione alla macchina) posso sempre riuscire a risolverlo dall&#8217;interfaccia testuale che il sistema offre.</p>
<p>D: E gli altri studenti?</p>
<p>S: Il Software Libero è effettivamente quasi sconosciuto. Inoltre ultimamente alcuni sono “ideologicamente” contrari perché sostengono che è troppo poco costoso e preferiscono comprare  prodotti Apple&#8230;&#8230;</p>
<p>D: Una scelta quindi dettata non tanto da un ragionamento reale quanto da una posizione legata all&#8217;acquisizione di un determinato status e/o visibilità sociale.</p>
<p>S: Bisogna dire però che OpenOffice è conosciuto e diffuso tra gli studenti – anche se non si sa né che esso sia Software Libero né cosa sia il Software Libero – in quanto viene installato e usato anche a casa.</p>
<p>Grazie Serena!</p>
<h2>Le motivazioni che portano all&#8217;adozione di Software Libero</h2>
<p>Di seguito elenchiamo i motivi, che secondo i nostri interlocutori del Keynes, dovrebbero spingere tutte le scuole italiane all&#8217;adozione di Software Libero. La loro esperienza decennale in materia ha confermato che Software Libero per una scuola significa:</p>
<ul>
<li>risparmio di risorse nell&#8217;acquisto di licenze, in un momento 	in cui le scuole non hanno grandi possibilità economiche;</li>
<li>la possibilità di utilizzare programmi validi anche su 	computer non di ultima generazione;</li>
<div id="attachment_63" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-63" title="keynes_LTSP_terminal" src="http://scuola.lpi-italia.org/wp-content/uploads/2010/09/keynes_LTSP_terminal-300x225.jpg" alt="Una macchina obsoleta puo' diventare un ottimo terminale Linux" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Una macchina obsoleta puo&#39; diventare un ottimo terminale Linux</p></div>
<li>se c&#8217;è la necessità di svolgere un nuovo progetto a scuola, 	per il quale è utile avere del software specifico di appoggio, 	grazie ai numerosi programmi liberi e installabili in modo facile e 	gratuito si può fare delle sperimentazioni in modo veloce, e 	individuare così in fretta del software valido;</li>
<li>non essere vincolati a un produttore di software che ti 	obbliga a eseguire l&#8217;upgrade (a pagamento) del sistema operativo in 	modo arbitrario (e non necessariamente perché vi sono state delle 	migliorie);</li>
<li>non sostenere costi aggiuntivi di licenza se la scuola decide 	di ampliare l&#8217;aula informatica aggiungendo delle nuove postazioni 	alla stessa rete (senza considerare che con il software proprietario se 	al contrario l&#8217;aula viene ridotta non vi è il rimborso delle licenze 	inutilizzate);</li>
<li>non ritrovarsi con le problematiche relative 	all&#8217;installazione di MS Office macchina per macchina o sottostare 	all&#8217;alternativa di acquisto di pro<span style="color: #000000;">dotti come SharePoint Server;</span></li>
<li>non trovarsi un domani con problematiche relative alla 	retroincompatibilità dei formati, i quali, abbandonati dallo stesso 	produttore di software, non sono forniti con dei filtri di 	conversione;</li>
<li>possibilità, molto valida per la didattica, di passare dal 	livello di utilizzatore di software a quello di sviluppatore: la 	prof. Volta, insegnante di lettere, è riuscita con alcune classi a 	creare un dizionario per OpenOffice. Durante le ore di lezione gli 	studenti hanno utilizzato le loro competenze linguistiche per dare 	contenuti al progetto; esso è poi stato integrato in OpenOffice da 	uno sviluppatore. Per essere precisi questo laboratorio ha dato vita al thesaurus italiano oggi incluso in OpenOffice, come risulta anche dalle note di copyright relative (chiunque abbia installato OpenOffice sul suo computer può visionarle). Si pensi a quante possibilità in più esistono 	per chi insegna informatica!</li>
</ul>
<h2>Errori</h2>
<p>Infine abbiamo chiesto quali secondo loro siano stati gli errori commessi nel migrare la scuola a Software Libero:</p>
<ul>
<li>l&#8217;insofferenza da parte degli insegnanti e dei tecnici 	promotori della migrazione relativamente alla pigrizia degli 	utilizzatori. Non tutti sono infatti così sensibili alle tematiche 	riguardanti l&#8217;informatica, hanno soprattutto la necessità di 	continuare a lavorare comodamente. Quindi bisogna mettere in conto 	che si continuerà a ripetere decine e decine di volte le stesse 	cose alle stesse persone, e non bisogna cedere a sentimenti di 	sconforto;</li>
<li>il sottovalutare il problema legato alla formazione degli 	insegnanti e del personale;</li>
<li>l&#8217;essere stati inizialmente troppo ottimisti nell&#8217;aspettarsi 	una risposta positiva da parte dell&#8217;utente, bisogna rendersi conto 	che l&#8217;utente non sempre capisce i vantaggi legati ad un processo di 	cambiamento;</li>
<li>l&#8217;aspettarsi entusiasmo maggiore da docenti legati 	all&#8217;insegnamento di materie scientifiche: non sempre è così!</li>
</ul>
<p>Infine ci lasciano con una riflessione relativa al mondo delle scuole di primo grado: purtroppo in questo settore il personale tecnico è scarso e chi gestisce i laboratori di informatica (se sono presenti) è spesso una delle stesse maestre che non necessariamente – anzi quasi mai – possiede competenze informatiche. Queste scuole si affidano infatti al consiglio di chi ne sa di più senza avere informazioni sulle alternative esistenti: proprio queste sarebbero le scuole, ad oggi quelle probabilmente che dispongono di meno fondi nel sistema scolastico italiano, che potrebbero trarre maggiore beneficio dall&#8217;adozione di tecnologie OpenSource avendo da una parte una maggior disponibilità di software e dall&#8217;altra nessun costo di licenze.</p>
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