Mar 11 2011

ITIS “C. Zuccante” di Mestre

“Bisogna trovare il modo per rendere interessante quello che si insegna” , Andrea De Rossi, tecnico informatico

“Bisogna tendere a fare programmi facili da usare e sistemi che riconoscano l’hardware automaticamente, per avere una considerevole diffusione del Software Libero”, Carmelo Barchitta, docente di Informatica

“Tutti i miei studenti da 10 anni a questa parte sanno usare almeno Open Office”, Carmelo Barchitta, docente di Informatica

 

Il primo server RedHat Linux arriva allo Zuccante più di 10 anni fa: nel 2000 questa macchina viene installata per ospitare un server web al fine di condurre corsi di sviluppo di siti internet orientati al Commercio Elettronico. Oggi la struttura informatica dell’istituto è basata su server ridondati e si sta muovendo il complesso verso sistemi virtualizzati. Il tutto utilizzando Software Libero.

Sandro Doro, Carmelo Barchitta e Andrea De Rossi

Nel 2002 Sandro Doro inizia ad occuparsi dell’insegnamento dei corsi TIC (Tecnologie di Informazione e di Comunicazione) per conto del Ministero dell’Istruzione. Questi corsi, strutturati nei due percorsi “C1″ e “C2″, rientravano nel piano di formazione di competenze informatiche e tecnologiche per il personale delle scuole superiori italiane. Il progetto si proponeva di raggiungere circa circa 160 mila insegnanti in tutta Italia.

È proprio nel 2003 durante uno di questi corsi che Doro conosce Andrea De Rossi,  tecnico ATA presso l’ITIS “C. Zuccante” di Mestre; nel corso dello stesso anno Doro si trasferisce a Mestre e inizia il suo lavoro allo Zuccante non solo come docente dell’istituto ma anche come responsabile della rete.

da sinistra: Sandro Doro, Carmelo Barchitta e Andrea De Rossi

 

Tecnologia e Informatica allo Zuccante

Il 2004 allo Zuccante è l’anno in cui iniziano i grandi cambiamenti: si installa il primo fileserver Samba collegato a un server LDAP per la gestione centralizzata degli accessi sui computer della scuola. L’utilizzo di queste tecnologie fornisce inoltre la disponibilità ad ogni utente – docenti, studenti e personale amministrativo – di possedere un proprio spazio dati archiviato sui server scolastici. Questo spazio rimane accessibile da ogni postazione collegata in rete, qualsiasi sia il Sistema Operativo installato su di essa. Successivamente si passa a configurare il nuovo sistema di firewall basato su Linux. Un anno dopo, si procede con l’acquisto di nuove macchine per sostituire quelle presenti e la struttura viene rinnovata aggiungendo un servizio di posta elettronica della scuola, integrato con i sistemi liberi di autenticazione già in uso.

Tra il 2003 e il 2010 inoltre:

  • vengono migrati alcuni server della scuola sul sistema di virtualizzazione xen;
  • viene aiutata una scuola di Mirano a strutturare i propri sistemi informatici;
  • lo Zuccante partecipa al progetto del Comune per il collegamento in fibra ottica di tutte le scuole e gli uffici pubblici diventando nel 2010 la “Scuola Polo” di riferimento, dove avvengono riunioni organizzative e si effettuano i principali test tecnici;
  • vengono svolti per due anni consecutivi (2007 e 2008) i corsi estivi di informatica e telecomunicazioni per i ragazzi, utilizzando così la struttura scolastica anche nel periodo di chiusura.

Alcuni vecchi computer che venivano usati allo Zuccante; tra questi anche un calcolatore UNIVAC (il primo a sinistra)

Lo Zuccante e i suoi studenti

Gli insegnanti dello Zuccante hanno sempre avuto un occhio di riguardo per far partecipare i ragazzi attivamente in progetti reali che potessero avvicinarli al loro futuro lavorativo e a sponsorizzare le loro personali iniziative.

Ecco che nel 2002 i docenti incoraggiano il formarsi di un LUG (Linux User Group) formato degli studenti all’interno dell’istituto (il GULZ – Gruppo Utenti Linux Zuccante). Nel frattempo parte un progetto con un gruppo di ragazzi per lo sviluppo e l’installazione in tutta la sede principale dello Zuccante di un sistema di rete wireless con autenticazione RADIUS.

Nel 2008 è ancora il GULZ che stende circa 3 km di cavi e installa un sistema terminal-server per gestire i computer presenti nelle due biblioteche dell’istituto (una nella sede e una nella succursale) in modo da riutilizzare vecchi computer per creare dei veri e propri Internet Point scolastici.

Nel 2010 è partito un secondo progetto, sempre con il coinvolgimento dei ragazzi, per lo sviluppo di un sistema di telefonia VOIP (Voice Over IP) che colleghi la sede principale dell’istituto con la succursale.

La situazione oggi allo Zuccante: Software Libero, infrastrutture e didattica

Le infrastrutture informatiche della rete didattica oggi presenti allo Zuccante:

  • l’utilizzo esclusivo di tecnologie libere lato server (Samba, LDAP, Firewall, ecc)
  • due Internet Point nelle biblioteche scolastiche, basati sul sistema LTSP (Linux Terminal Server Project) con il riutilizzo di vecchio hardware;
  • in corso: un sistema voip, basato su Software Libero, per il collegamento telefonico della sede dell’istituto con la succursale;
  • tre laboratori misti in cui è installato sia Linux che Windows, per permettere a quegli insegnanti, ancora vincolati al sistema di Microsoft, di poter proseguire con la didattica secondo le loro abitudini.

A livello di didattica:

  • l’utilizzo di una piattaforma Moodle per la didattica online;
  • l’insegnamento della programmazione con Free Pascal e l’utilizzo dell’ambiente di sviluppo Lazarus;
  • l’utilizzo del compilatore Assembler NASM, anch’esso Software Libero con licenza LGPL  (una particolare traduzione del progetto originario americano fatta dal professor Giulio Iannello del corso di Calcolatori elettronici dell’università Federico II di Napoli);
  • l’utilizzo di GNU Octave (programma con elevata compatibilità con MathLab) per l’analisi statistica, soluzione di problemi di algebra lineare e non;
  • l’utilizzo dalla distribuzione Linux Netkit per l’emulazione e le lezioni in classe relative al funzionamento delle reti informatiche;
  • un’altra vasta gamma di programmi liberi di supporto alla didattica, facilmente installabili utilizzando una qualsiasi distribuzione Linux.

Inoltre, da ormai più di 10 anni, il prof. Carmelo Barchitta richiede ai propri studenti che presentino le loro relazioni utilizzando Open Office. Questo per diversi motivi:

  • Open Office è uno strumento che tutti gli studenti possono installare gratuitamente sui propri computer di casa, senza dover pagare delle licenze a dei fornitori di software;
  • i documenti che gli studenti consegnano al docente sono tutti in formato aperto .odt: questo garantisce una facilità di gestione al professore, che riesce a esaminare gli elaborati senza riscontrare problemi legati a file salvati in formati differenti (spesso in ambiente proprietario si rilevano incompatibilità tra file prodotti da versioni differenti dello stesso software);
  • gli studenti imparano ad usare Open Office;
  • si educano gli studenti a seguire fondamentali comportamenti di legalità.

Le problematiche affrontate e il rapporto con il Preside

Dopo dieci anni di esperienza a scuola con l’utilizzo di tecnologie Open Source, De Rossi Barchitta e Doro lasciano alcune loro considerazioni sulle problematiche affrontate:

  • i corsi TIC erano ben strutturati e finalizzati a insegnare ai docenti come risolvere problemi reali in ambito sistemistico. All’interno di questi percorsi formativi veniva infatti utilizzata una particolare distribuzione Linux (Netkit4TIC, una combinazione di componenti presenti in Netkit e Knoppix nata dal lavoro di Doro in collaborazione con l’università di Roma “Uniroma3”) con la quale era possibile simulare delle reti informatiche reali. I corsi TIC erano stati finalizzati alla creazione della figura di Amministratore di Sistema come personale interno dell’istituto scolastico. Un’iniziale posizione incerta da parte di chi ha voluto questi corsi e il successivo cambio di rotta del Ministero stesso ha reso impossibile la conclusione di questo processo. Oggi la scuola è quindi spesso obbligata a rivolgersi ad aziende esterne;
  • c’è grande difficoltà in Italia a riuscire a coordinarsi e recuperare il lavoro già fatto da altre realtà (scuole ma non solo) in altre regioni: lo sforzo di replicazione è considerevole;
  • la scuola ha un contratto attivo con Microsoft la quale prevede che docenti e studenti possano ottenere a costo zero copie di alcuni prodotti software quali, per esempio, il Sistema Operativo Windows: questo meccanismo crea nelle persone una sorta di “dipendenza”, l’utente è abituato da subito ad utilizzare uno specifico prodotto proprietario ed i ragazzi, una volta entrati nel mondo del lavoro, saranno portati a continuare a comprare il software con cui hanno maggiore familiarità;
  • ad avvalorare il punto precedente, i docenti dello Zuccante si sono accorti che la sfida più ardua all’interno dell’istituto si è configurata come – e lo è tutt’ora – il convincere al cambiamento persone abituate all’utilizzo ventennale di un determinato software. Ecco perché diventa ancora più importante mostrare agli studenti l’esistenza di alternative mentre sono ancora in grado di scegliere;
  • il problema della pirateria rimane una problematica da affrontare: si è assistito alcune volte all’installazione di copie “crackate” di software proprietario semplicemente perché il disco originale era stato smarrito. Nella scuola questo non deve assolutamente succedere, l’educazione alla legalità è parte integrante della formazione dei ragazzi. Il Software Libero è distribuito con particolari licenze di copyright (quali la GPL) che permettono la sua copia e installazione senza limiti e in piena conformità con la legge.

L’introduzione del Software Libero allo Zuccante è stato reso possibile dall’appoggio del precedente Preside Ticozzi. Carmelo Barchitta ci racconta infatti che il Dirigente Scolastico, pur non essendo un tecnico esperto, ha saputo cogliere il valore educativo che può derivare dall’adozione di tecnologie aperte. Il Preside infatti:

  • si è fidato di quelle persone che, sostenendo l’introduzione a scuola dell’Open Source, andavano controcorrente;
  • ha sostenuto i progetti in cui i ragazzi potevano sperimentare praticamente quanto appreso in aula (le attività del GULZ, i progetti VoIP e wifi);
  • ha assunto una posizione attiva e di controllo, senza lasciare carta bianca a chi fosse più esperto tecnicamente di lui ma al tempo stesso senza ostacolare l’innovazione (anche in termini di acquisti di nuovo hardware lo Zuccante ha avuto degli esborsi significativi negli ultimi anni);
  • dà il suo consenso per i progetti che hanno ampia ricaduta sui ragazzi. Inoltre prima di terminare la sua nomina nel 2010, ha favorito l’adesione dello Zuccante al progetto LPI@School per diventare Approved Academic Partner di LPI Italia; attualmente sono in corso le procedure necessarie per l’accreditamento ufficiale dell’istituto alla rete LPI.

La firma del contratto con LPI Italia (da sinistra: Barchitta, Zanotelli di LPI Italia, De Rossi e il Preside Ticozzi)

Alcuni Consigli

I docenti dello Zuccante hanno lasciato un paio di considerazioni relativamente all’introduzione di tecnologie aperte nel mondo scolastico, hanno evidenziato quali sono stati i punti particolarmente critici nella loro esperienza e cosa probabilmente sarebbe utile fare per ottenere risultati maggiori:

  • c’è stato poco coinvolgimento degli altri professori che non si occupano di informatica: si sente l’assenza dell’appoggio dei colleghi e lo sforzo di presentare tecnologie alternative ai ragazzi è sostenuto da pochissime persone;
  • la maggior parte dello sforzo sostenuto per favorire l’introduzione di innovazione a scuola è avvenuto perché alcuni docenti hanno deciso di dedicare a questo fine gran parte del proprio tempo libero. Sarebbe più indicato invece, far diventare questo processo un’attività propria della scuola. Facendo sì che essa sia anche finalizzata allo stringere relazioni con altre realtà, scolastiche e non, in regione ma anche fuori regione, sarebbe possibile riutilizzare le altrui esperienze di successo e non “dover reinventare ogni volta la ruota”;
  • investire in innovazione mentale: a scuola spesso i docenti lavorano seguendo quelle modalità ormai consolidate negli anni a cui rimangono legati. Le alternative e le novità esistono, ma non sono conosciute: il punto di partenza è, prima di tutto, farle conoscere agli insegnanti che potranno così trasmetterle ai ragazzi.

 

Photo credits: ringraziamo  Sandro Doro per le sue foto (flickr LPI@School set).

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