Archive for September, 2010

Sep 28 2010

Aderisce al Progetto: ITC “Romanazzi” di Bari

L’ITC “Romanazzi” di Bari ha aderito a LPI@School. Questa scuola, che vicino agli indirizzi Linguistic course e Projects, partners and exchanges affianca un corso in Business and computers, ha deciso di offrire ai propri studenti la possibilità di seguire dei corsi di “Amministrazione GNU/Linux” secondo gli standard del Linux Professional Institute e accedere alla certificazione internazionale LPI secondo le modalità agevolate previste dal Progetto.

Sep 16 2010

Istituto Statale di Istruzione Superiore “John Maynard Keynes”

“Mai mettere gli utenti di fronte al fatto compiuto, mai farli sentire scavalcati.” Vittoriano Lambertucci, tecnico informatico

“Bisogna trovare un buon equilibrio tra il fare le cose e il trovare il consenso”, Daniela Volta, docente di Lettere

Un rapido giro nell’edificio, visito le sale server, l’ufficio dei tecnici di laboratorio ma anche la sala insegnanti. Vedo solo computer che, una volta accesi, mostrano di funzionare grazie a Software Libero. E poi altri quattro laboratori di informatica. Anche qui Debian GNU/Linux è il Sistema Operativo che fa funzionare tutte le macchine.

Avvio di postazioni Debian GNU/Linux al Keynes

I computer al Keynes avviano Debian GNU/Linux

Il Software Libero entra al Keynes

Nel 1998 il tecnico di laboratorio Gian Carlo Stagni, decide di sperimentare Linux a scuola. Nel far questo coinvolge l’ex studente Enrico Zini che al tempo frequentava la facoltà di informatica e aveva dimestichezza con il sistema operativo GNU/Linux “Debian”.

In breve tempo viene installata la prima macchina Debian per svolgere le funzioni di Fileserver e Domain Controller per la rete locale; inoltre le modalità di accesso a Internet migliorarono. Precedentemente infatti la rete locale della scuola era scollegata da Internet (considerando anche i costi di connessione “a tempo” degli anni ’90): quando serviva visitare un sito esterno esso veniva scaricato localmente e quindi sempre localmente consultato. Con il nuovo server Debian è lo stesso Enrico Zini che scrive e installa uno script per far sì che l’accesso alla rete venga automatizzato e regolato in base alla reale attività degli utenti della scuola, senza più la necessità di un controllo “manuale” da parte di un tecnico addetto.

A livello client invece l’introduzione di tecnologie FLOSS (Free Libre Open Source Software) è iniziata nel ’99 con la versione 5.x di StarOffice. Effettivamente StarOffice non era ancora Software Libero (era però gratuito) ma appena uscì la prima versione di OpenOffice.org da esso derivata, fu subito sostituito. “La piattaforma era ancora Windows 95 e StarOffice, installato in parallelo a Microsoft Office, non ebbe però grande successo al Keynes – ci spiega Vittoriano Lambertucci – probabilmente perché al tempo era ancora un programma lento e pesante.”

La situazione attuale

Oggi al Keynes GNU/Linux è presente su ogni computer. Oltre all’iniziale server si sono affiancate altre macchine per la la gestione del firewall (con la condivisione della connettività Internet da parte della rete locale separata della segreteria) e per la gestione centralizzata dei profili utenti (LDAP) ai quali è associato uno share sul fileserver. Tutti gli studenti e i docenti possiedono così un loro account personale per effettuare l’accesso da qualsiasi postazione della scuola (dove è sempre possibile ritrovare tutti i propri dati precedentemente salvati), navigazione Internet, area di didattica virtuale con moodle e casella di posta elettronica.

Inoltre, essendo Debian la distribuzione preferita al Keynes, si è pensato di dedicare una macchina come mirror debian, ovvero un repository locale di tutto il sistema operativo che si mantiene sincronizzato tramite Internet con le revisioni via via rilasciate: permette in questo modo a tutti i computer della scuola di installare gli aggiornamenti in maniera veloce.

Oltre alla sala insegnanti, all’ufficio dei tecnici e alla segreteria ci sono altri 4 laboratori informatici tutti funzionanti con Sistema Operativo Debian GNU/Linux. Due dei suddetti laboratori (11 postazioni ciascuno) e ulteriori 4 macchine presenti in biblioteca funzionano con tecnologia LTSP. Questi 26 computer sono delle macchine che all’avvio si connettono a un server centrale che esegue le operazioni di calcolo al posto loro, permettendo così di avere ottime prestazioni su computer che effettivamente possiedono hardware obsoleto. Un investimento iniziale sul server (l’unica macchina che deve avere prestazioni superiori alla media) ha consentito di installare due aule funzionanti con materiale di recupero.

Un terminale avvia Debian GNU/Linux da rete

Un terminale avvia Debian GNU/Linux da rete

I computer della sala insegnanti all’inizio non erano vere e proprie Debian ma montavano una distribuzione derivata, la molto diffusa “Ubuntu”, installata pensando di attuare una migrazione “soft” per un pubblico abituato a utilizzare Windows: Ubuntu presenta infatti GNU/Linux cercando di essere il più user-friendly possibile. Da quest’anno scolastico 2010/11 anche queste macchine sono state uniformate e utilizzano Debian GNU/Linux.

Didattica e informatica

La grande disponibilità di software derivata dall’adozione di strumenti FLOSS ha permesso al Keynes di attuare una politica di alfabetizzazione informatica degli studenti già da diversi anni.

Innanzi tutto, avendo ogni studente in automatico un account di posta elettronica nel dominio della scuola, si sono stimolati i ragazzi a far uso di questa tecnologia mandando tramite e-mail comunicazioni scolastiche e compiti per casa. Si è creato per ogni studente uno spazio virtuale on-line dove pubblicare i propri appunti e i ragazzi sono stati stimolati a condividere la loro conoscenza con gli altri.

Inoltre si è portato avanti un discorso di educazione alla scelta del corretto formato dati per la scrittura dei documenti e di un uso e consumo critico delle tecnologie informatiche. In quest’ottica la professoressa Volta è riuscita a svolgere durante le ore di Lettere dei veri e propri laboratori utilizzando strumenti OpenSource per la creazione di blog scolastici, wiki e altri documentari multimediali.

Il rapporto con la Dirigenza Scolastica e con la Pubblica Amministrazione locale

“L’attuale preside era un ex insegnante e con lui c’è piena condivisione di intenti.” Con il preside precedente al Keynes c’è stata qualche incomprensione in materia di migrazione a Software Libero, dovuta forse al fatto che la tendenza era quella di non creare disagi agli insegnanti i quali, utenti abituati al sistema operativo Windows, spesso si dimostravano insofferenti all’adozione di strumenti informatici nuovi. La segreteria invece, dotata principalmente di applicativi web, non ha presentato alcuna resistenza all’adozione di una piattaforma differente da quella precedentemente usata, e non ha di conseguenza esercitato pressioni negative sulla dirigenza scolastica.

Perché soffermarsi sui rapporti tra il Keynes e la Pubblica Amministrazione locale? Certamente perché la prof.ssa Volta è Consigliere Comunale a Castel Maggiore ed ha aderito al progetto “Caro Candidato”; inoltre l’assessore al bilancio e innovazione di Castel Maggiore è Federico Palma, un ex studente del Keynes il quale è molto aperto alle problematiche relative all’adozione di strumenti OpenSource . Presso il Comune è utilizzato ampiamente OpenOffice e da poco è passata una delibera – mozione introdotta dalla stessa Volta – per regolare tutta la documentazione pubblica attraverso formati standard e/o liberi.

Una delle tante aule informatiche: schermata di login personalizzata per accedere all'ambiente grafico GNOME su Debian GNU/Linux

Una delle tante aule di informatica del Keynes: schermata di login personalizzata per accedere all'ambiente grafico GNOME su Debian GNU/Linux

Intervista a Serena, studentessa dell’ultimo anno

Serena, incontrata nel laboratorio con i tecnici, accetta di rispondere a qualche breve domanda ma premette immediatamente che il fatto di conoscere ed utilizzare Software Libero la rende un caso particolare tra gli studenti del Keynes.

D: Come ti sei avvicinata al mondo del Software Libero?

S: Lo conosco da 5 anni, grazie ai tecnici del Keynes e – ammette non senza un lieve imbrazzo – in quanto il mio moroso usava, e tutt’ora usa, Software Libero.

D: Perchè utilizzare Linux?

S: Ho iniziato installando Debian su un EeePC durante un’assemblea di istituto. Usare Software Libero certe volte e’ complicato ma sono spinta dal gusto della sperimentazione. La cosa che mi piace veramente a livello tecnico è che se il sistema ha qualche problema a livello grafico (ndr si blocca il Desktop, il mouse non risponde e l’unica soluzione sembra essere quella di togliere l’alimentazione alla macchina) posso sempre riuscire a risolverlo dall’interfaccia testuale che il sistema offre.

D: E gli altri studenti?

S: Il Software Libero è effettivamente quasi sconosciuto. Inoltre ultimamente alcuni sono “ideologicamente” contrari perché sostengono che è troppo poco costoso e preferiscono comprare prodotti Apple……

D: Una scelta quindi dettata non tanto da un ragionamento reale quanto da una posizione legata all’acquisizione di un determinato status e/o visibilità sociale.

S: Bisogna dire però che OpenOffice è conosciuto e diffuso tra gli studenti – anche se non si sa né che esso sia Software Libero né cosa sia il Software Libero – in quanto viene installato e usato anche a casa.

Grazie Serena!

Le motivazioni che portano all’adozione di Software Libero

Di seguito elenchiamo i motivi, che secondo i nostri interlocutori del Keynes, dovrebbero spingere tutte le scuole italiane all’adozione di Software Libero. La loro esperienza decennale in materia ha confermato che Software Libero per una scuola significa:

  • risparmio di risorse nell’acquisto di licenze, in un momento in cui le scuole non hanno grandi possibilità economiche;
  • la possibilità di utilizzare programmi validi anche su computer non di ultima generazione;
  • Una macchina obsoleta puo' diventare un ottimo terminale Linux

    Una macchina obsoleta puo' diventare un ottimo terminale Linux

  • se c’è la necessità di svolgere un nuovo progetto a scuola, per il quale è utile avere del software specifico di appoggio, grazie ai numerosi programmi liberi e installabili in modo facile e gratuito si può fare delle sperimentazioni in modo veloce, e individuare così in fretta del software valido;
  • non essere vincolati a un produttore di software che ti obbliga a eseguire l’upgrade (a pagamento) del sistema operativo in modo arbitrario (e non necessariamente perché vi sono state delle migliorie);
  • non sostenere costi aggiuntivi di licenza se la scuola decide di ampliare l’aula informatica aggiungendo delle nuove postazioni alla stessa rete (senza considerare che con il software proprietario se al contrario l’aula viene ridotta non vi è il rimborso delle licenze inutilizzate);
  • non ritrovarsi con le problematiche relative all’installazione di MS Office macchina per macchina o sottostare all’alternativa di acquisto di prodotti come SharePoint Server;
  • non trovarsi un domani con problematiche relative alla retroincompatibilità dei formati, i quali, abbandonati dallo stesso produttore di software, non sono forniti con dei filtri di conversione;
  • possibilità, molto valida per la didattica, di passare dal livello di utilizzatore di software a quello di sviluppatore: la prof. Volta, insegnante di lettere, è riuscita con alcune classi a creare un dizionario per OpenOffice. Durante le ore di lezione gli studenti hanno utilizzato le loro competenze linguistiche per dare contenuti al progetto; esso è poi stato integrato in OpenOffice da uno sviluppatore. Per essere precisi questo laboratorio ha dato vita al thesaurus italiano oggi incluso in OpenOffice, come risulta anche dalle note di copyright relative (chiunque abbia installato OpenOffice sul suo computer può visionarle). Si pensi a quante possibilità in più esistono per chi insegna informatica!

Errori

Infine abbiamo chiesto quali secondo loro siano stati gli errori commessi nel migrare la scuola a Software Libero:

  • l’insofferenza da parte degli insegnanti e dei tecnici promotori della migrazione relativamente alla pigrizia degli utilizzatori. Non tutti sono infatti così sensibili alle tematiche riguardanti l’informatica, hanno soprattutto la necessità di continuare a lavorare comodamente. Quindi bisogna mettere in conto che si continuerà a ripetere decine e decine di volte le stesse cose alle stesse persone, e non bisogna cedere a sentimenti di sconforto;
  • il sottovalutare il problema legato alla formazione degli insegnanti e del personale;
  • l’essere stati inizialmente troppo ottimisti nell’aspettarsi una risposta positiva da parte dell’utente, bisogna rendersi conto che l’utente non sempre capisce i vantaggi legati ad un processo di cambiamento;
  • l’aspettarsi entusiasmo maggiore da docenti legati all’insegnamento di materie scientifiche: non sempre è così!

Infine ci lasciano con una riflessione relativa al mondo delle scuole di primo grado: purtroppo in questo settore il personale tecnico è scarso e chi gestisce i laboratori di informatica (se sono presenti) è spesso una delle stesse maestre che non necessariamente – anzi quasi mai – possiede competenze informatiche. Queste scuole si affidano infatti al consiglio di chi ne sa di più senza avere informazioni sulle alternative esistenti: proprio queste sarebbero le scuole, ad oggi quelle probabilmente che dispongono di meno fondi nel sistema scolastico italiano, che potrebbero trarre maggiore beneficio dall’adozione di tecnologie OpenSource avendo da una parte una maggior disponibilità di software e dall’altra nessun costo di licenze.

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